Un sostegno concreto

20 Marzo 2015
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Un sostegno concreto.


 Quella che riportiamo qui è una mail inviata alla lista AIB-CUR dal nostro amministratore

il giorno 19 marzo 2015. Dopo questa mail rivolta a tutti i bibliotecari italiani e vista

l'accoglienza che ha suscitato, la nostra azienda ha deciso di perseguire

l'obiettivo di sostenere le biblioteche italiane in difficoltà con ogni mezzo,

organizzando la più grande campagna di sostegno mai realizzata da un soggetto privato.


Salve a tutti,

normalmente non scrivo in lista, pur seguendola quotidianamente, perché
ritengo che un soggetto economico del mondo delle biblioteche debba
mantenersi in qualche modo sullo sfondo dei dibattiti professionali, a
meno che non possa portare davvero un contributo, mettendo per un
momento da parte i propri, pur legittimi, interessi.

Consentitemi allora di dirvi che nella mia pluridecennale attività in
questo nostro mondo, mai mi sono trovato di fronte ad uno scenario nel
quale alla diminuzione quasi a zero degli investimenti si affiancasse un
costante imprimatur a ridurre, anno dopo anno, la quota corrente
necessaria per il mero mantenimento in essere dei servizi di pubblica
lettura, in un contesto generale che fa dell'incertezza istituzionale il
proprio tratto distintivo: riassetto degli enti locali e territoriali
con passaggi o perdite di competenze non ancora riattribuite, con tagli
imponenti ai fondi ed al personale delle province...

Pensate ad un'azienda come la mia, che operi quasi esclusivamente in
questo settore: sapete che ogni giorno mi domando non quanto potrò
fatturare, come sarebbe peraltro sensato fare, ma cosa posso fare per
impedire che i servizi di pubblica lettura, ai quali ho dedicato la mia
vita professionale, avvizziscano giorno dopo giorno sino a diventare
marginali e poi residuali... per poi scomparire nel silenzio di una
politica che si alimenta dell'equivoco tra il sostegno dichiarato alla
cultura (intesa come bene culturale) e il taglio taciuto alla cultura
(intesa come servizio culturale)?

So di aziende multinazionali del nostro settore che hanno abbandonato
l'Italia, chiudendo le proprie filiali (mi sono personalmente occupato
in termini manageriali di alcuni passaggi di questo tipo) e leggiamo in
lista delle travagliate vicende di soggetti economici americani che male
hanno investito i propri soldi in questo nostro mondo, scomparendo...

Si potrebbe concludere che il modello economico attuale dei servizi di
pubblica lettura non sia più sostenibile, e forse è vero...

Ma la comunità dei bibliotecari cerca ogni giorno nuove strade per non
arrendersi, per cooperare su distretti sempre più ampi, ideando e poi
sperimentando strategie di area vasta e di cooperazione sempre più
spinta per i servizi di secondo livello: anche noi aziende dobbiamo fare
la nostra parte e non solo a livello ideativo.

A Bibliostar 2015 la mia azienda ha presentato una nuova piattaforma di
gestione, frutto del lavoro di venti anni di ricerca e sviluppo: include
brevetti e innovazioni in ogni ambito, dalla "catalogazione cooperativa"
(presentata al tavolo di Area Vasta organizzato da Gianni Stefanini),
all'Opac, presentato al nostro stand e caratterizzato dalla presenza di
un motore di raccomandazione che, alla stregua di quelli del mondo del
commercio elettronico, è capace di profilare e consigliare l'utente per
le proprie letture ma anche per gli eventi culturali, gli ebook di Mlol...
Insomma, un piccolo crogiolo di innovazione tutto italiano che non ha
riscontri neppure nel mercato internazionale, per quanto io ne abbia cercati.

Ora provo a fare la mia parte: mettiamo questa nostra piattaforma a
disposizione di tutte le biblioteche italiane in difficoltà, quelle che
appartengono ad enti in dissesto o non hanno più un ente cui
appartenere, quelle che, per mille ragioni, non riescono più neppure a
pensare ad una forma di futuro.

Non lo facciamo per follia o per autolesionismo, ma perché sono
convinto che un altro modello economico per i servizi di pubblica
lettura è possibile.

Ma attenzione: non parlo di rendere disponibile il codice, peraltro
sottoposto a richiesta di brevetto per molta parte... (già, cosa
potrebbe fare una biblioteca in difficoltà, di quel codice?)
Parlo di rendere gratuitamente disponibile alle biblioteche in
difficoltà che ne facciano richiesta, la piattaforma funzionante on line.

Nelle prossime settimane mi dedicherò (se i miei soci non cercheranno
di farmi rinsavire..) a formalizzare compiutamente questa mia proposta e
a fornire la documentazione necessaria a tutte le biblioteche interessate.

Buona giornata a tutti.

Gabriele Nuttini

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Ultima modifica il Sabato, 10 Ottobre 2015 20:04

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